Il fiore e il sasso

Il fiore e il sasso

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Vacanza a Sauris

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La montagna con i suoi prati verdi, con le vette altissime, con i suoi tempi lunghi e lontani dai ritmi convulsi delle nostre vite, ci mette davanti a noi stessi, ci fa sentire piccoli, ci fa capire che anche i nostri insormontabili problemi sono piccoli, ci fa percepire che siamo parte di un tutto piu’ grande. Ci regala una saggezza antica, maturata in millenni, in milioni di anni. A noi il compito di non dimenticare troppo presto i suoi insegnamenti.

Solitudine

Mi sono avvicinata a lui.
Avrei voluto urlargli nelle orecchie.
Gli ho toccato la spalla.
Ha abbassato la testa.
Come hai potuto?
Non voleva mostrarmi gli occhi. Io odio il silenzio.
Di’ qualcosa.
Ha preso la penna dalla tasca della camicia e il primo tovagliolo dalla pila del tavolo.
Ha scritto: Eri felice quando ero lontano.
Come puoi pensarlo?
Stiamo mentendo a noi stessi e l’uno all’altra.
Mentendo su cosa? Non mi importa se stiamo mentendo.
Sono un uomo cattivo.
Non mi importa. Non importa quello che sei.
Non posso.
Cos’e’ che ti uccide?
Ha preso un altro tovagliolo dalla pila.
Ha scritto: Sei tu che mi uccidi.
E poi ho taciuto.
Ha scritto: Mi ricordi me stesso.
J. S. Foer ” Molto forte, incredibilmente vicino”

L’attenzione

Doveva rivolgere l’attenzione a un oggetto reale perche’ altrimenti la sua mente o la sua anima darebbero potute volar via, chissa’ dove come un palloncino senza zavorra. (…) Non si poteva pensare a un futuro lontano mesi o anni, ci si doveva concentrare sull’ora presente, tutt’al piu’ sulla successiva. Il resto era solo congettura.
M. L. Stedman “La luce sugli oceani”