Storie di polpi, uomini e donne

Polpo

Sardegna, mare cristallino, gente in spiaggia. Una donna sulla quarantina esce dall’acqua insieme alla madre. Hanno maschere e pinne e la donna tiene in mano un polpo di una trentina di centimentri che ha appena pescato a mani nude. La donna mostra il polpo a suo figlio e a una bambina che gioca con lui. I bambini lo osservano affascinati, lo toccano, lo riempiono di sabbia. La bambina vuole mostrare il polpo a sua madre che prende il sole in topless un po’ piu’ in la’con una cappellino vezzoso di paglia in testa. La madre guarda il polpo schifata e commenta “si… un polpettino piccino piccino” come se passasse la vita a pescare polpi ben piu’ grandi… lei e il suo cappellino… poi i bambini riprendono a giocare e il polpo viene lasciato in fresco in un secchiello, mentre le due sub si scaldano al sole. Dopo un’oretta arriva il padre della pescatrice di polpi con un polpetto di 15 centimetri infilzato in un tridente. 10 bambini gli corrono incontro gridando: guardate! Un polpo. Seguono gli adulti che fanno “ohhh…” iniziano a chiedergli se li ci sono polpi, se e’ difficile vederli, come ha fatto a prenderli. Poi vedono il secchiello con il polpo di 30 centimetri dentro “ohhh… ne ha presi degli altri, che grandi” “E’ solo uno e lo ha preso mia figlia” risponde onestamente il padre. “Ah…” toccandolo “Pero’ questo che ha preso lei e’ piu’ fresco”. Chi e’ la inguaribile ottimista che ha scritto che per essere valutata al pari di un’uomo una donna deve valere solo il doppio???

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