Solitudine

Mi sono avvicinata a lui.
Avrei voluto urlargli nelle orecchie.
Gli ho toccato la spalla.
Ha abbassato la testa.
Come hai potuto?
Non voleva mostrarmi gli occhi. Io odio il silenzio.
Di’ qualcosa.
Ha preso la penna dalla tasca della camicia e il primo tovagliolo dalla pila del tavolo.
Ha scritto: Eri felice quando ero lontano.
Come puoi pensarlo?
Stiamo mentendo a noi stessi e l’uno all’altra.
Mentendo su cosa? Non mi importa se stiamo mentendo.
Sono un uomo cattivo.
Non mi importa. Non importa quello che sei.
Non posso.
Cos’e’ che ti uccide?
Ha preso un altro tovagliolo dalla pila.
Ha scritto: Sei tu che mi uccidi.
E poi ho taciuto.
Ha scritto: Mi ricordi me stesso.
J. S. Foer ” Molto forte, incredibilmente vicino”

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